Luigi Pogliani

 

“E sempre corsi e mai non giunsi il fine?”. Questi versi di papiniana memoria ben si addicono a descrivere l'animo inquieto di Luigi Pogliani, attivista sociale da sempre, scultore del legno da tempi più recenti. La sua creatività vulcanica ha trovato spazio nelle molteplici iniziative nel suo paese natio. Il forte legame col territorio in cui è nato e vissuto si è tradotto in passato in un'assidua partecipazione alla vita comunitaria di Brenta; ora, invece, si manifesta soprattutto nella sua arte: nella scelta del legno da scolpire - per il quale predilige "il noce della sua Valcuvia" - e nella scelta dei soggetti a cui dare forma, che spesso richiamano alla mente il volto di qualche Brentese a lui caro o la vita di un mondo contadino ormai trascorso, che egli immortala nel legno con tratti lirici e appassionati.
La continua ricerca di nuove ispirazioni e l'instancabile sfida alle sue capacità espressive lo hanno condotto a sperimentare varie tecniche scultoree: dal figurativo classico all'astratto, dallo sgorbiato al levigato, dai bassorilievi alle figure a tutto tondo. Gli stessi soggetti riflettono una varietà semantica che spazia dal sacro al profano, dalla rappresentazione di un concetto o di un'emozione alla raffigurazione naturalistica. In questo vagabondaggio stilistico rimangono inalterati due punti fermi: il profumo inebriante del legno e l'esaltazione della morfologia delle sue venature.